VASCA BIANCA

Sistema di impermeabilizzazione per nuove costruzioni interrate e/o di contenimento liquidi (ad es., piscine, vasche, serbatoi, ecc…)

 

Il sistema “vasca bianca Resintech” è un concetto di impermeabilizzazione per nuove costruzioni interrate in falda e/o di contenimento liquidi che opera la fessurazione programmata del conglomerato cementizio e gestisce i punti di discontinuità della struttura, quali le sezioni interessate da giunti di lavoro e/o attraversamenti impiantistici con la predisposizione di adeguati profili da iniettarsi successivamente mediante l’immissione ad alta pressione di resina acrilica espandente elastica.

Resintech | vasca bianca

Specializzata in Sistemi di Impermeabilizzazione preventiva e di Risanamento

Questa tecnologia si basa sulla sinergia dei seguenti fattori: 1. definizione di mix design di calcestruzzo con caratteristiche specifiche di impermeabilità; 2. studio della fessurazione programmata del conglomerato cementizio per elementi strutturali in vasca bianca; 3. definizione delle armature minime per condizioni di carico associate alle azioni di ritiro e sbalzo termico abbinate all’impiego di profili dediti all’induzione della fessurazione in sezioni prestabilite; 4. predisposizione di profili iniettabili nei punti di discontinuità della struttura (canali per riprese di getto, manicotti per attraversamenti impiantistici e nastri waterstop per giunti di movimento); 5. sigillatura dei fori di alloggio dei tiranti dei casseri 6. impermeabilizzazione mediante nastri in PVC e resina epossidica o in PMMA armato per giunti di lavoro od attraversamenti elementi impiantistici passanti ex-post 7. iniezione di resina impermeabilizzante dei profili di fessurazione programmata, di quelli di ripresa di getto e di quelli a gestione degli attraversamenti delle predisposizioni impiantistiche.

La “vasca bianca Resintech” non è un assemblaggio di singoli prodotti impermeabili, ma è un sistema coordinato di presidi di tenuta all’acqua.

La “vasca bianca Resintech” non nasce e si esaurisce con la posa e l’iniezione di un profilo, ma inizia con una progettazione preliminare, si sviluppa con le necessarie e coordinate attività di cantiere e si conclude con il rilascio di un certificato di garanzia decennale.

La messa in opera di questo sistema è quindi il frutto di un lavoro congiunto di un’équipe di operatori specializzati in “vasca bianca” con esperienza più che decennale in ambito sia di progettazione che di esecuzione.

Perché scegliere il sistema “vasca bianca Resintech”?

Perché Resintech è sinonimo di

CALCESTRUZZO IMPERMEABILE

Basandosi esclusivamente sulla tecnologia del calcestruzzo, è possibile ottenere un conglomerato cementizio con caratteristiche di tenuta idraulica (ovvero intrinsecamente impermeabile e, su scala reale, a fessurazione ridotta). In concreto, preliminarmente all’esecuzione dei primi getti in opera, presso l’impianto di betonaggio di cantiere installato piuttosto che presso la centrale del preconfezionatore scelto dall’impresa esecutrice, il laboratorio tecnologico IMM SA di Grancia opera per conto di Resintech l’attività di qualifica del conglomerato cementizio in modo da verificare, sia sul beton fresco che su quello indurito (a meno di richieste particolari diverse richieste dal Cliente e/o dal progettista) il rispetto dei seguenti parametri:
classe di consistenza calcestruzzo secondo SN-EN 206-1: S4 (abbassamento al cono di Abrams);
classe di resistenza meccanica cemento: 32.5 o 42.5, N o R;
contenuto massimo legante: 350 kg/mc per aggregati naturali, 370 kg/mc per aggregati frantumati; 380 kg/mc per diametro massimo aggregato 16 mm; i quantitativi minimi sono invece quelli indicati dalla norma di riferimento;
tipo di cemento: tutti quelli previsti dalla norma SN EN 206-1 per le specifiche classi di esposizione, ad eccezione di CEM II/B-LL;
aggiunte minerali tipo II: fumi di silice conformi alla norma SN EN 13263-1, ceneri volanti conformi alla norma SN EN 450-1;
additivi superfluidificanti: conformi alla EN 934-2 con preferenza per quelli di terza/quarta generazione; secondo le esigenze di cantiere, per tempi di percorrenza e messa in opera, potrà essere prevista l’aggiunta di altri additivi (ad es. viscosizzanti, ritardanti);
uso di superfluidificante di tipo acrilico con dosaggi in funzione della stagione di impiego e normalmente compresi tra l’0.9% e l’1.1% sul peso del cemento in quantitativi cioè tali da rendere lavorabile l’impasto senza ritenere necessaria alcuna aggiunta di acqua in cantiere;
inerti: diametro massimo 32 mm; curva granulometrica da concordare con Engineering Resintech; gli aggregati dovranno soddisfare i requisiti geometrici e fisici secondo norma SN EN 12620, avere marcatura CE e potranno essere di natura alluvionale, calcarea o silicea naturale; quelli frantumati saranno accettati previa valutazione delle loro caratteristiche geologiche (densità ed assorbimento specifico); frazioni di inerte riciclato sono normalmente da evitarsi;
rapporto acqua/legante di riferimento: a meno di valori più restrittivi dati dalla classe di esposizione richiesta, 0.50. Tale valore è calcolato sul quantitativo dell’acqua efficace secondo norma;
modulo elastico determinato secondo 262/1-G: non superiore a 40 GPa;
contenuto d’aria: non superiore a 3% (ad eccezione dei calcestruzzi soggetti a gelo/disgelo);
impermeabilità del calcestruzzo secondo SN-EN 12390-8: non superiore a 30 mm;
carbonatazione accelerata del calcestruzzo secondo SIA 262/1 (I): non superiore a 5 mm / anno0,5 (per strutture con vita di servizio di 50 anni e copriferro nominale secondo SIA 262);
permeabilità capillare del calcestruzzo secondo SIA 262/1 (A): non superiore a 10 g / h m2.

ELEMENTI di FESSURAZIONE PROGRAMMATA

Alla luce del fisiologico fenomeno di contrazione volumetrica che il calcestruzzo subisce durante la fase propriamente detta di “ritiro” e delle fessure che, per la limitata resistenza a trazione del conglomerato stesso e per i vincoli di contrasto al contorno esistenti, si originano, la tecnologia “vasca bianca” ottimizza tale evidenza spontanea; ovvero: veicola in sezioni prestabilite tali fessure mediante l’impiego di elementi sagomati in polietilene con nucleo in gomma schiuma posati pre-getto tra le maglie interne di armatura dell’elemento strutturale considerato; tali profili, una volta rimasti annegati in getto ed a fessura indotta, sono realizzati in modo da consentire poi l’agevole scorrimento di una resina acrilica da iniettarsi ad alta pressione in grado di impermeabilizzare tutta la sezione. La definizione della posizione di questi elementi di fessurazione viene stabilita dall’Engineering Resintech sulla base del proprio specifico know-how in dialogo diretto con il calcolatore statico dell’opera.

ARMATURE MINIME per RITIRO e SBALZO TERMICO ai fini VASCA BIANCA

In abbinamento all’impiego dei profili di induzione della fessurazione programmata in sezioni prestabilite, preso come primo riferimento quanto suggerito dalle norme SIA 262 e SIA 272 in tema di stati limite di fessurazione, l’Engineering Resintech, sulla base di quanto storicamente riscontrato con la propria personale esperienza maturata nella progettazione e gestione in più di novecento cantieri “vasca bianca”, definisce quale debbano essere il passo massimo e il diametro minimo delle armature da prevedersi in modo diffuso nelle strutture in beton da rendersi impermeabili e ciò in funzione:

– dell’entità del battente di falda,
– della complessità geometrica (sia planimetrica che altimetrica) del manufatto,
– delle specifiche condizioni al contorno dell’opera,
– dello spessore degli elementi strutturali,
– dell’entità del copriferro,
– della classe di resistenza (sia del calcestruzzo che del cemento),
– dell’estensione delle tappe di getto,
– delle condizioni di temperatura, di umidità e di esposizione all’aria durante il getto,
– del curing post-getto.

Oltre a questo, l’Engineering Resintech è attento a verificare che nei punti di discontinuità geometrica della platea di fondazione, delle pareti perimetrali e della soletta interrata siano presenti delle armature dedicate di rinforzo locale allo scopo di prevenire l’insorgenza di lesioni accidentali che potrebbero altrimenti compromettere la tenuta dell’impermeabilizzazione della costruzione.

Il trattamento ai fini della tenuta idraulica dei punti di discontinuità della struttura, quali le riprese di getto, i giunti di movimento ed il passaggio di tubazioni passanti in direzione perpendicolare rispetto alle superfici degli elementi da rendere impermeabili, avviene mediante la posa di profili, quali rispettivamente canali di ripresa, nastri waterstop e manicotti, che sono poi oggetto di successiva iniezione di resina acrilica.

CANALI per RIPRESE di GETTO

I canali di ripresa, di sezione indicativa 3×2 cm, vengono fissati tramite tassellatura o inchiodatura in mezzo ai ferri di chiamata per tratte con continuità non superiore a 10 metri; i punti di discontinuità tra una tratta e l’altra sono necessari affinché l’attività di successiva iniezione vada a buon fine in quanto la creazione di percorsi iniettabili con continuità superiore comporterebbe una minore messa in pressione del sistema, pena una debole impermeabilizzazione del giunto; del resto, la distanza (non superiore ai 5 cm) tra l’inizio e la fine di un canale di iniezione è invece di entità tale che l’impermeabilizzazione in questi punti avviene per la semplice fuoriuscita in pressione della resina dai terminali degli stessi profili.

MANICOTTI per ATTRAVERSAMENTI IMPIANTISTICI

I manicotti invece sono profili in gomma schiuma di sezione 60×15 mm che, tramite nastro adesivo telato, vengono, preliminarmente al getto, fissati direttamente alle tubazioni da trattare; la dimensione e la conformazione delle celle che costituiscono la spugna del manicotto sono in grado di impedire la penetrazione della boiacca cementizia durante il getto, ma permettono la diffusione capillare della resina durante la successiva iniezione.

NASTRI WATERSTOP per GIUNTI di MOVIMENTO

I nastri waterstop permettono la corretta gestione ai fini della tenuta idraulica dei giunti strutturali e/o termici di dilatazione; al fine di creare un ulteriore sbarramento all’acqua che dall’esterno potrebbe anche aggirare l’ala del waterstop stesso (per quanto dotata di nervature ammorsate in getto), è possibile iniettare le sue estremità annegate in getto.

Il trattamento ai fini della tenuta idraulica dei punti di discontinuità della struttura, quali le riprese di getto, i giunti di movimento ed il passaggio di tubazioni passanti in direzione perpendicolare rispetto alle superfici degli elementi da rendere impermeabili, avviene mediante la posa di profili, quali rispettivamente canali di ripresa, nastri waterstop e manicotti, che sono poi oggetto di successiva iniezione di resina acrilica.

I canali di ripresa, di sezione indicativa 3×2 cm, vengono fissati tramite tassellatura o inchiodatura in mezzo ai ferri di chiamata per tratte con continuità non superiore a 10 metri; i punti di discontinuità tra una tratta e l’altra sono necessari affinché l’attività di successiva iniezione vada a buon fine in quanto la creazione di percorsi iniettabili con continuità superiore comporterebbe una minore messa in pressione del sistema, pena una debole impermeabilizzazione del giunto; del resto, la distanza (non superiore ai 5 cm) tra l’inizio e la fine di un canale di iniezione è invece di entità tale che l’impermeabilizzazione in questi punti avviene per la semplice fuoriuscita in pressione della resina dai terminali degli stessi profili.

I nastri waterstop permettono la corretta gestione ai fini della tenuta idraulica dei giunti strutturali e/o termici di dilatazione; al fine di creare un ulteriore sbarramento all’acqua che dall’esterno potrebbe anche aggirare l’ala del waterstop stesso (per quanto dotata di nervature ammorsate in getto), è possibile iniettare le sue estremità annegate in getto.

I manicotti invece sono profili in gomma schiuma di sezione 60×15 mm che, tramite nastro adesivo telato, vengono, preliminarmente al getto, fissati direttamente alle tubazioni da trattare; la dimensione e la conformazione delle celle che costituiscono la spugna del manicotto sono in grado di impedire la penetrazione della boiacca cementizia durante il getto, ma permettono la diffusione capillare della resina durante la successiva iniezione.

SIGILLATURA dei FORI di ALLOGGIO dei TIRANTI dei CASSERI

Dopo lo scassero delle pareti in beton gettate con cassero bilaterale e prima del rinterro, il tecnico Resintech provvede alla sigillatura dei fori di alloggio dei tiranti provvisori dei cosiddetti pannelloni metallici. In particolare, operando dal lato del futuro riempimento di terra, l’attività consta cronologicamente in:

– pulizia superficiale a mezzo meccanico dell’intorno del foro da sigillare;
– inserimento a pressione di un tappo a pieno volume in gomma di sagoma tronco-conica;
– formazione di una pezza di dimensioni di 10×10 cm di resina epossidica a sormonto del foro precedentemente tappato; qualora il foro sia sottoposto in modo continuativo a battente idraulico, viene annegata nella stuccatura della resina, un foglio di PVC 80x80x2 mm

Nel caso di casseformi in legno, una volta sfilate le linguette metalliche di tenuta, il tecnico Resintech, operando dal lato esterno della parete, opera la sigillatura a mezzo resina epossidica di ciascuna forometria in modo analogo a quanto sopra descritto per le casseforme metalliche.
Soluzioni particolari vengono studiate invece dall’Engineering Resintech nel caso di fori di alloggio dei tiranti dei casseri per pareti in faccia cemento armato a vista.

NASTRI in PVC e resina epossidica od in PMMA armato

A completamento delle attività di posa ed iniezione dei profili Resintech, si rende spesso necessario integrare l’impermeabilizzazione con sistema vasca bianca delle opere interrate con l’applicazione di nastri (in PVC e resina epossidica od in PMMA armato) al fine di presidiare situazioni particolari quali, ad esempio: – la sezione di interfaccia tra l’estradosso della soletta di piano terra e la parete perimetrale insistente su di essa; – la linea di contatto tra l’estradosso della platea di fondazione ed il pacchetto di pavimento finito, quando in affaccio diretto sull’esterno; – la ripresa di getto tra l’estradosso del massetto di pendenza all’interno di un vano a cielo aperto interno alla costruzione e le pareti laterali poste a suo confinamento; – l’ingresso di cavidotti impiantistici fuori falda, posati ex-post, che non possono avere le caratteristiche meccaniche o rispettare le configurazioni geometriche richieste per l’applicazione dei manicotti iniettabili

RESINA IMPERMEABILIZZANTE

A maturazione ultimata del calcestruzzo delle strutture di confinamento della vasca bianca, la sigillatura di fessure, di giunti di ripresa ed in ogni altro punto di discontinuità preliminarmente previsto e gestito tramite la posa di elementi di fessurazione, di canali di ripresa, di nastri waterstop e di manicotti avviene mediante l’iniezione ad alta pressione di resina acrilica bicomponente elastica. La resina impiegata, di natura acrilica, è compatibile con l’ambiente e ha un’elevata resistenza chimica, rendendola idonea anche per le classi di esposizione ambientali più aggressive; manifesta un ottimo comportamento al fuoco, non è combustibile e, se sottoposta per un tempo prolungato alle fiamme, non sviluppa gas nocivi. Al momento dell’iniezione, la resina ha la stessa viscosità dell’acqua, permettendo la saturazione di fessure, giunti di ripresa e nidi di ghiaia.

In pochi istanti poi, catalizzando, si espande sigillando per pressione i vuoti presenti nelle sezioni di calcestruzzo oggetto di risanamento; a fronte di eventuali movimenti termici e/o strutturali che possono modificare l’ampiezza della fessura (o della ripresa di getto) dell’ordine di qualche decimo di millimetro, la resina si ri-adatta autoriparando di fatto la stessa impermeabilizzazione. Questa proprietà di rigonfiamento reattivo e reversibile rimane costante, mantenendo inalterata nel tempo la bontà della sigillatura eseguita. Agendo per pressione, l’efficacia dell’iniezione è indipendente dallo stato delle pareti della fessura (o della ripresa di getto) e dall’eventuale presenza di oli o carburi non rendendo quindi necessarie attività preliminari di pulizia con conseguente risparmio di tempo e denaro. L’iniezione ad alta pressione consente che la resina possa effettivamente sigillare, per tutto lo spessore dell’elemento strutturale, la sezione interessata dall’attività di risanamento: pertanto oltre al ripristino puntuale dell’impermeabilità del manufatto, si impedisce da un lato che le armature metalliche possano subire fenomeni di corrosione e, dall’altro, che venga pregiudicata la durabilità del conglomerato cementizio.

EQUIPE di OPERATORI SPECIALIZZATI in “VASCA BIANCA

Il sistema “vasca bianca” è una tecnologia che necessariamente presuppone inizialmente una progettazione dedicata dell’impermeabilizzazione e, poi, durante la realizzazione del manufatto in cemento armato impermeabile, un rigoroso piano dei controlli delle lavorazioni; le figure professionali che intervengono lungo tutto questo processo non possono pertanto che essere di alto profilo di specializzazione e, in particolare, trattasi:
– dell’ingegnere Resintech, che inizialmente si confronta e collabora con lo strutturista dell’opera e provvede alla stesura di un elaborato specifico completo di ogni dettaglio e prescrizione occorrente e poi, nell’esercizio della sua funzione di Direzione Tecnica, si confronta costantemente nel corso dei lavori con la Direzione Lavori proponendo soluzioni tecniche specifiche all’occorrenza;
– del tecnologo IMM, che da anni mette a punto per conto Resintech la miscela del calcestruzzo impermeabile sia sulla base dei parametri di progetto che in funzione delle esigenze proprie di cantiere; tali controlli, dapprima effettuati in sede di pre-qualifica, vengono poi reiterati con l’ausilio di un laboratorio mobile sulle forniture in cantiere, sia sul conglomerato fresco che su quello indurito;
– del tecnico specializzato Resintech preposto sia alla posa degli elementi di fessurazione, dei canali per riprese di getto, dei manicotti per attraversamenti impiantistici e dei nastri waterstop per giunti di movimento che alla sigillatura dei fori di alloggio dei tiranti dei casseri e all’applicazione dei nastri in PVC e resina epossidica od in PMMA armato; ciò sempre nel rispetto di quanto rappresentato nei piani di progetto esecutivo Resintech ed in stretto coordinamento con le squadre di ferraioli e di carpentieri;
– del tecnico specializzato Resintech dedicato all’iniezione dei sistemi “vasca bianca”, che, previo scambio di informazioni con il collega che ha operato l’attività di posa e, nel solco delle indicazioni della propria Direzione Tecnica, a getti induriti e stagionati, opera la sigillatura a tenuta idraulica di fessure, giunti e ogni altro punto di potenziale infiltrazione.

VANTAGGI del SISTEMA “VASCA BIANCA RESINTECH”

I vantaggi del nostro sistema di impermeabilizzazione sono:
– EFFICIENZA: non avendo affidato la tenuta all’acqua ad un telo, essa non è danneggiabile, in quanto è la costruzione stessa ad essere impermeabile; la resina è interna al calcestruzzo ed ha lo stesso spessore della struttura: questo contribuisce alla tenuta del sistema, anche se eventualmente esposto ad acque aggressive;
– RISPARMIO: la realizzazione della struttura “singola” in cemento armato impermeabile si traduce in risparmi di tempo, scavo e materiale; la possibilità di impiegare l’elemento di fessurazione programmata come cassero a perdere consente inoltre di gettare in continuo azzerando i tempi di scassero e quelli conseguenti al rallentamento dell’attività di posa del ferro. L’impermeabilizzazione cioè può essere stralciata dal cronoprogramma lavori perché le attività della “vasca bianca” sono parallele alle normali attività di cantiere;
– MANUTENZIONE: il sistema garantisce la possibilità reale di fare manutenzione nel tempo. Eventuali riparazioni vengono infatti effettuate dall’interno del manufatto e direttamente sulla struttura con le tecniche d’iniezione, senza necessità di sbancamenti esterni; la resina, operando non per adesione, bensì per pressione, ha la caratteristica, se necessario, di essere ri-iniettabile all’interno del profilo permettendo una reale ed effettiva manutenzione. Ciò risulta agevole anche perché la posizione di ogni profilo “vasca bianca” è rappresentato sul layout di as built che a fine cantiere viene redatto dall’Engineering sulla base di quanto rilevato in corso d’opera dal tecnico di cantiere rispetto al progetto iniziale.
– GARANZIA: il responsabile per l’impermeabilizzazione della struttura realizzata con sistema “vasca bianca” è unico ed è coperto da garanzia contrattuale ed assicurativa.

PRESCRIZIONI “VASCA BIANCA RESINTECH

PRIMA DEL GETTO del CALCESTRUZZO
1. Lo spessore minimo di platea e pareti in vasca bianca Resintech è di 25 cm; localmente, previa autorizzazione dell’Engineering Resintech, è possibile accettare lo spessore di 20 cm; per le solette in vasca bianca, che dovranno essere necessariamente ricoperte per tutta la vita nominale della costruzione da almeno 30 cm di terra, lo spessore minimo è di 30 cm
2. Per la platea di fondazione, utilizzare distanziatori in PVC o cemento di altezza minima 35 mm da posare su strato regolare di beton magro
3. In fondazione, i cavallotti (od elementi tipo RUWA) di tenuta in posizione della maglia superiore di armatura non devono appoggiare direttamente sul beton magro
4. Qualsiasi corpo estraneo al getto non deve essere inglobato negli elementi della vasca bianca; sono ammesse tubazioni correnti in getto solo se di diametro esterno non superiore ad un quarto dello spessore dell’elemento strutturale coinvolto e posizionate in modo tale da essere completamente ricoperte in ogni direzione da almeno 25 cm di calcestruzzo
5. Adempiere all’onere del coordinamento telefonico per l’installazione dei sistemi di posa Resintech con preavviso di almeno 1 giorno lavorativo
6. Gli elementi di fessurazione devono essere sostenuti da adeguate armature di supporto come da dettaglio esecutivo Resintech
7. Qualsiasi spostamento degli elementi di fessurazione è consentito solo previa autorizzazione dell’Engineering Resintech o del tecnico Resintech
8. Per le pareti, non impiegare sistemi di cassero tipo Armo con uso di distanziatori metallici, nè elementi tipo EBEA (salvo per le riprese dei setti interni)
9. Per eventuali getti di parete a cassero singolo (cioè contro terra o micropali), inserire a tergo del muro uno strato separatore quale membrana bugnata tipo Delta-MS o telo di TNT min. 200 g/mq o geocomposito drenante tipo Enkadrain
10. Pulire accuratamente i giunti di raccordo (platea/parete, parete/soletta, parete/parete orizzontale e simili) da boiacca cementizia, terra o eventuali residui di lavorazione mediante getto d’acqua di pressione adeguata
11. Prima del getto delle pareti, al fine di evitare la fuoriuscita di boiacca con conseguente rischio di formazione di nidi di ghiaia, sigillare con schiuma poliuretanica il piede del cassero
12. In caso di maltempo con pioggia intensa, non iniziare alcun getto; se il fenomeno piovoso si manifesta improvvisamente durante il getto di un concio di platea (o soletta), completarlo nel più breve tempo possibile, evitando di incominciarne uno successivo
13. Pianificare la data e/o l’ora dei getti in modo da evitare la loro esecuzione con temperature inferiori a -2°C e superiori a +35°C
14. In presenza di acqua, adottare preventivamente adeguati sistemi di pompaggio allo scopo di evitare il dilavamento del beton durante il getto

DURANTE IL GETTO del CALCESTRUZZO

15. Per i getti a garanzia di tenuta vasca bianca, usare solo il mix design beton Resintech preventivamente qualificato; qualora nel corso dei lavori, si riscontrino difficoltà operative nelle attività di posa del beton, darne avviso all’Engineering Resintech in modo da valutare eventuali modifiche della ricetta del beton
16. Ridurre al minimo l’altezza di caduta del calcestruzzo fresco in modo da evitare la segregazione dei suoi componenti (massimo 2.5 metri)
17. Posare il calcestruzzo con l’ausilio di uno o più vibratori di diametro adeguato in funzione dello spessore dell’elemento strutturale da gettare, della densità dell’armatura presente e della velocità di scarico del beton; avere a disposizione sempre un vibratore di riserva
18. Per il getto della platea di fondazione (o soletta), procedere celermente, riquadro dopo riquadro, per strisce finite a tutto spessore di larghezza massima 2.5 metri, evitando sboiaccamenti in riquadri adiacenti e riprese sub-orizzontali di getto; in particolare, evitare che la spugna dell’elemento di fessurazione Resintech impiegato come cassero a perdere lato esterno si ricopra, anche solo puntualmente, di beton; qualora succeda, provvedere all’immediata rimozione di suddette croste/volumi di calcestruzzo
19. Per il getto delle pareti, procedere senza interruzioni per strisce orizzontali di altezza non superiore a 50 cm lungo tutto lo sviluppo della tappa di getto (o comunque in modo da evitare che si creino delle riprese accidentali di getto)

DOPO IL GETTO del CALCESTRUZZO

20. A meno di situazioni particolari da valutarsi caso per caso con l’Engineering Resintech, il trattamento post-getto delle pareti in vasca bianca di spessore inferiore a 45 cm, prevede:
– con temperature inferiori a 5°C o superiori a 30°C, scassero dopo 48 h
– con temperature tra 5°C e 30°C, scassero dopo 24 h
21. A meno di situazioni particolari da valutarsi caso per caso con l’Engineering Resintech, il trattamento post-getto della platea in vasca bianca di spessore inferiore a 55 cm, prevede:
– con temperature inferiore a 5°C, posa di materassino termico (con conduttività termica non superiore a 0.04 W/mK e spessore minimo 5 mm) per almeno 24 h
– con temperature superiori a 25°C, posa di telo in TNT min. 100 g/mq da mantenersi uniformemente umido per almeno 48 h
22. A meno di situazioni particolari da valutarsi caso per caso con l’Engineering Resintech, il trattamento post-getto di solette in vasca bianca di spessore inferiore a 45 cm, prevede:
– con temperature inferiore a 5°C, posa di materassino termico (con conduttività termica non superiore a 0.04 W/mK e spessore minimo 5 mm) per almeno 48 h
– con temperature superiori a 20°C, posa di telo in TNT min. 100 g/mq da mantenersi uniformemente umido per almeno 72 h
23. In parete, eventuali nidi di ghiaia che risultino evidenti allo scassero, sono oggetto di offerta extra di risanamento Resintech
24. Adempiere all’onere del coordinamento telefonico per la posa dei sistemi di iniezione dei presidi Resintech con preavviso di almeno 3 giorni lavorativi
25. I rinterri, dove previsti, possono avvenire solo dopo che il tecnico Resintech abbia provveduto alla sigillatura di tutti i fori di alloggiamento dei tiranti di tenuta del cassero e sia trascorso il tempo di asciugatura della resina epossidica impiegata per la loro impermeabilizzazione
26. Per eventuali strutture fuori terra di contenimento liquidi (ad es. piscine e vasche non interrate), si prescrive, pena il decadimento delle garanzie di tenuta, che suddetti manufatti, una volta iniettati, non si ritrovino mai a rimanere senz’acqua per un periodo superiore ai 14 gg in periodo estivo, ai 21 gg in periodo primaverile ed autunnale, ai 28 gg in periodo invernale
27. Nel caso di solette in vasca bianca, procedere con il loro rinterro entro 60 gg dal getto
28. La realizzazione di eventuali finiture (massetti, piastrelle, controtavolati, isolanti, ecc…) a mascheramento delle superfici interne della platea e delle pareti della vasca bianca può avvenire solo dopo esplicito benestare Resintech; ovvero solo dopo che Resintech abbia provveduto all’iniezione di tutti i propri profili e a fronte del buon esito delle attività di collaudo. In generale, le iniezioni Resintech possono avvenire solo dopo che siano trascorsi almeno 28 gg dal getto